Museomix arriva a Firenze

Collaborazione, condivisione e nuove tecnologie per la maratona creativa di 72 ore che cambia il modo di vivere il museo.

 

        

 

Museomix, il format internazionale nato in Francia nel 2011, quest’anno torna in Italia. La makeathon creativa museale creativa si terrà dall’8 al 10 novembre 2019 al Museo della Città di Ancona e al Museo di Antropologia ed Etnologia di Firenze.
Museomix è un evento culturale collaborativo e una comunità internazionale. Accade nello stesso weekend contemporaneamente in diversi musei del mondo: dal Belgio all’Ecuador, passando per Svizzera, Francia, Canada e Italia.
L’evento fiorentino, organizzato da Associazione Culturale Forme e dal Sistema Museale di Ateneo, prevede 3 giorni di lavoro intellettuale e manuale di squadra all’interno del Museo di Antropologia ed Etnologia (via del Proconsolo, 12), per sviluppare proposte innovative volte a migliorare la fruizione delle collezioni attraverso dei “prototipi” di dispositivi digitali e percorsi di visita originali.
La manifestazione culmina domenica 10 novembre con l’apertura straordinaria e gratuita del Museo dalle 16 alle 19, per dare la possibilità ai visitatori di testare i prototipi realizzati dalle quattro squadre di “innovatori” (definiti “museomixer”) per favorire una lettura interculturale recuperando le storie e le emozioni celate dietro ai contenuti scientifici.
Museomix Firenze è realizzato grazie al contributo di Lady Radio, Ristorante Magù – Birra e Cucina, Eataly Firenze, Residence Toscana, La Jetée, Paleos e Festival dei Popoli.

 

“PEOPLE MAKE MUSEUM” E’ IL MOTTO DI MUSEOMIX
Museomix è una maratona creativa che porta nei musei comunicatori, designer, maker, programmatori informatici, esperti delle collezioni e mediatori culturali, con l’obiettivo di trasformare il museo in un’officina di strumenti innovativi di mediazione, utili a migliorare la fruizione delle collezioni permanenti, a reinventare il coinvolgimento dei pubblici.
Museomix è anche una community attiva tutto l’anno per promuovere una diversa modalità di vivere gli spazi museali e le collezioni non solo grazie al format ma anche ad altri eventi e workshop organizzati sul territorio.
In Italia è attiva dal 2015, grazie a BAM! Strategie Culturali e IBC Emilia-Romagna, con il supporto di NEMO Network of European Museums Organization, ed ha accompagnato e sostenuto i 9 musei che in questi anni hanno deciso di intraprendere questo entusiasmante percorso.

 

72 ORE CREATIVE ALL’INTERNO DI UN MUSEO
Giorno 1. I partecipanti, denominati “museomixer”, vengono accompagnati in una visita al museo, divisi in équipe formate da 6 diverse professionalità e introdotti ai filoni tematici, i “terreni di gioco”, sui quali dovranno confrontarsi per ideare e costruire il proprio prototipo.
Giorno 2 e mattina giorno 3. Le équipe sono all’opera per la produzione, l’installazione e il test dei prototipi, con il supporto di un fablab, di un ‘techshop’, il magazzino tecnologico, e del personale specializzato del museo.
Pomeriggio giorno 3. Si aprono le porte ai visitatori, che scoprono un museo inedito, remixato, appunto dalle squadre partecipanti. Il risultato e’ sempre quello di un approccio alle collezioni più interattivo, dotando il museo di nuovi strumenti tecnologici o di percorsi di visita creativi e animati: nelle passate edizioni si sono sviluppati prototipi che sfruttavano, tra le altre cose, realtà aumentata, ologrammi, riproduzioni audio-video, piattaforme Arduino, beacon, ma anche attori, interviste, musiche, storie…
Un museo che decide di farsi “remixare”, mira anche a un risultato a più lungo termine: sperimentare un nuovo modo di vivere spazi e collezioni, aprirsi al confronto con nuovi professionisti e creare una community attiva attorno al museo.
Per i membri delle squadre, Museomix è:
Aria fresca nelle sale del museo”; “Una bella esperienza di lavoro creativo in forma cooperativa”; “Un luogo dove mettermi alla prova, sperimentare conoscere”; “Ogni volta che partecipo cresco un po’…”.
Secondo le persone esterne al museo, coinvolte nell’organizzazione:
Durante le 72 ore il museo della ceramica era vivo come non lo è mai stato. I visitatori hanno potuto vivere il museo in maniera diversa”; “Buone idee già fruibili dal pubblico visitatore. Prototipi progettuali già applicabili dal museo anche dal giorno successivo alla fine dell’evento”; “Si è ridotto lo spazio tra quanto esposto nelle teche e il visitatore”; “L’effetto di laboratorio e di lavori in corso è l’aspetto che trovo più potente e interessante per i visitatori. Avere una squadra di mediatori pronti a spiegare cosa succedeva al pubblico è stato fondamentale”.
Coordinatori progetto:
Silvia Bellotti (Associazione Culturale Forme)
Valeria D’Ambrosio (Museo di Antropologia ed Etnologia)
Con il contributo di:
Lady Radio, Ristorante Magù – Birra e Cucina, Eataly Firenze, Residence Toscana, La Jetée, Paleos, Festival dei Popoli.

 

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