Federica Rugnone
Human Nature

 

La mostra “Human Nature”,a cura di Erica Romano e Silvia Bellotti, nasce dalla volontà dell’artista Federica Rugnone di raccontare il mondo da una prospettiva alternativa, composta da una una pluralità di visioni sovrapposte, in cui il punto di vista umano è solo uno dei tanti possibili.

Partendo da una riflessione sul soggetto come entità trasversale, l’artista indaga il rapporto tra uomo e natura nella cultura contemporanea, richiamando la necessità di contrastare il dualismo dialettico tra umano e non umano, per ritornare ad una dimensione primordiale e vitalistica che accomuna tutti gli esseri viventi.
Federica Rugnone formalizza la sua riflessione scegliendo il mezzo fotografico e proponendo delle sovrapposizioni d’immagini in cui l’uomo è abitato ed abitante, risultante indefinibile di un processo metamorfico, interattivo, che vive di scambi e trasformazioni di materia.

All’interno di questa visione, i lavori di Federica tradiscono in ogni scatto la sua formazione filosofica: Spinoza, Guttari e l’amore incondizionato per Merlau-Ponty. In particolare, in quest’ultimo, la colpisce la riflessione intorno al corpo quale soggetto-oggetto, in cui l’esperienza del vissuto si attua nell’imprescindibile legame fra io e mondo, fra coscienza e natura.

Ciò consente all’artista la libertà di ritrarre nelle sue immagini un corpo despecializzato, privato degli organi e funzioni vitali, che perdendo la sua pesantezza terrena si innalza ad un livello etereo e impalpabile. La fisicità, così sganciata dal peso della materia, conquista il potere della trasparenza, la quale mette in evidenza le omologie, ossia le somiglianze anatomiche, le corrispondenza strutturali fra specie diverse. In questo processo di ibridazione, l’epidermide non è più confine che divide ma trama che accoglie questa reciproca celebrazione poetica.

La ricerca di un contiuum natura-cultura affiora dunque nelle sovrapposizioni fotografiche non come imitazione o illusione, ma come divenire, non come dualismo, ma come molteplicità, dove non esiste una visione, ma una coralità di sguardi mutevoli, un confondersi che diventa un fondersi in cui in ogni immagine il predominio della scena è appannaggio dell’occhio capace di distinguere e di vedere oltre il confine della dissolvenza.

Fondendo l’anatomia del corpo umano con la natura, in un movimento che lascia tracce e sedimenti nel cosmo, Federica si sente e ci fa sentire immortali, intimamente postumani, parte di quel contratto naturale di cui parlava Michel Serres, in cui le singole parti/particelle rientrano in un disegno infinito fatto di affetti, incontri, allontanamenti, caos, divenire molteplici, ibridazioni, vita, morte ed eterni ritorni.

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FEDERICA RUGNONE | HUMAN NATURE
a cura di Erica Romano e Silvia Bellotti

opening 12 ottobre, ore 18.30
dal 12.10 al 09.11 2019
dal martedì al sabato, dalle 16 alle 19:30

Studio 38 Contemporary Art Gallery
Corso Giovanni Amendola, 38E, Pistoia

     
    

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